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Anziani ed emarginazione: nei giardini che nessuno sa

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Anziani ed emarginazione Anziani ed emarginazione

«Ecco come si finisce poi
Inchiodati a una finestra, noi
Spettatori malinconici
Di felicità impossibili
Tanti viaggi rimandati e già
Valigie vuote da un'eternità
Quel dolore che non sai cos'è
Solo lui non ti abbandonerà mai, oh, mai».

Queste sono alcune delle righe del famoso brano di Renato Zero "Nei giardini che nessuno sa".

Righe che seppur poche, esplicano a pieno quella che è la condizione degli anziani. Una condizione di emarginazione sociale, di sedentarietà, di solitudine e dolore. Una condizione che la pandemia COVID-19 ha aggravato notevolmente. Chi si trova nelle RSA in molti casi già vive una situazione di disagio, il fatto che per diverso tempo – per via della pandemia – non si sono potuti accogliere i famigliari ha creato ulteriori malesseri. Per non parlare dell'accanimento mediatico. Da quando è iniziata la pandemia spesso si sente nei salotti della politica e dell'attualità parlare di anziani come di "sacrificabili". Perché, come riportato da AGI, «l'età media di chi contrae l'infezione è 37 anni, di chi viene ricoverato 67 anni e chi decede ha un'età media di 80 anni». In questi due anni i report dei media hanno continuato a comunicare questo creando un segno di demarcazione sociale dove gli appartenenti alla terza età sono stati identificati come gli "altri". Ovvero coloro che nelle statistiche servono solo ad alzare i decessi, evidentemente ritenuti troppo fragili per poter far parte di coloro che devono essere salvati.

«Il Covid uccide solo gli anziani. I miei nonni? Muoiano pure», aveva dichiarato un'intervistata durante il programma Dritto e Rovescio. Così gli anziani sono passati da emarginati a sacrificabili eppure qualcuno tende a dimenticare che prima o poi toccherà a tutti essere anziani e invece di essere mere statistiche nelle comunicazioni quotidiane, quei numeri dovrebbero essere raccontati. Le storie di quelle persone vanno ben oltre il mero numero anagrafico. Sono prima di tutto testimonianza attiva capace di essere funzionale, specie in un momento difficile come questo. Come se non bastasse poi, l'evoluzione digitale non ha aspettato nessuno: tra SPID, CIE e cassetto fiscale (per citarne alcuni) lo Stato ha accelerato in pochi anni quello che una macchinosa burocrazia aveva costruito per decenni creando nuovamente una distanza tra le nuove generazioni e gli "altri". In compenso, è utile riportare che nel Piano Nazionale Innovazione 2025 è presente l'iniziativa "A19 - Un anziano, un tablet e un sorriso per l’inclusione digitale" dove si legge che «nessuno deve restare indietro lungo la strada della cittadinanza digitale» e che «nell’ambito del programma, gli anziani che vivono in Comuni a più alto rischio di digital divide riceveranno un tablet personalizzato con una serie di app rilasciate da soggetti pubblici e privati che consentiranno loro di leggere un giornale offerto a condizioni speciali dagli editori, fare la spesa e ordinare farmaci, effettuare chiamate di soccorso e comunicare con i loro famigliari. Oltre a ciò «giacché nessuno nasce “digitale” un esercito di volontari (grazie anche alla creazione del servizio civile digitale) li educheranno all’utilizzo del tablet».

Come sempre, le proposte sono sempre eccellenti sulla carta ma debbono poi trovare riscontro nella realtà.

Come sottolinea uno studio dell’Università della Calabria (Santaera P., Severdio R., Costabile A., 2017) la mancanza di un adeguato supporto sociale alimenta negli anziani la sensazione di solitudine aumentando così il rischio di sviluppare un disturbo depressivo. La depressione è sì "il cancro dell'anima" ma è anche una patologia che oltre a generare ansia sociale, porta a disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi neurocognitivi e (Lim et al., 2016; Timpano et al., 2014; Rafnsson et al., 2017; Ebesutani et al., 2015).

Per la salute fisica vi sono rischi quali come ipertensione, disturbi del sonno e deficit del sistema immunitario (Cacioppo & Cacioppo, 2014), con spesso conseguente adozione di forme disadattive di auto-terapia quali consumo di alcol e fumo (Stickley et al., 2013). La solitudine negli anziani inoltre è associata allo sviluppo di patologie cardiovascolari e all’insorgenza di diabete mellito. Gradualmente gli anziani soli possono perdere interesse per il cibo e per la cura del proprio aspetto e della propria salute. Infine, recenti studi hanno dimostrato che un persistente stato di isolamento può raddoppiare il rischio di sviluppare una demenza o l'Alzheimer.

«Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere
Esili, fragili, non negargli un po' del tuo amore
Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso a quel cielo
Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro
Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte
Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte
Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo».

Ecco che Zero nella sua straziante canzone ci offre anche la soluzione alla solitudine. Già, per il cancro dell'anima ci sono terapie. Ovviamente ogni forma di depressione comporta la necessità e l'aiuto di specialisti, di psicoterapeuti e geriatri. Ma non solo. Per combattere la solitudine è necessaria la presenza. Presenza che oggigiorno può esservi anche con chiamate giornaliere o videochiamate. Presenza anche legata allo sprono degli interessi. Non serve trekking e arrampicata, alle volte basta anche una partita a carte. Da ciò si comprende l'importanza dell'associazionismo, di riunirsi in un gruppo per tornei di carte, per cucire o cucinare assieme, per praticare passeggiate all'aria aperta o una sana lettura tramite club del libro.

Da ciò si capisce anche il ruolo fondamentale del volontario.

Fonti consultate:

https://www.agingproject.uniupo.it/in-un-flash/lemarginazione-nellanziano-strategie-per-mitigare-gli-effetti-della-situazione-pandemica/

https://www.lanotiziagiornale.it/nonni-morissero-ragazza-diritto-rovescio-video/

https://docs.italia.it/italia/mid/piano-nazionale-innovazione-2025-docs/it/stabile/piano-d-azione/A19-un-anziano-un-tablet.html

https://www.stateofmind.it/2020/11/solitudine-degli-anziani/

https://www.unical.it/portale/

https://www.psicogeriatria.it

Venerdì, 11 Febbraio 2022