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Lo SPID e gli anziani: perché è così difficile?

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Lo SPID e gli anziani Lo SPID e gli anziani

Quando si parla di SPID siamo di fronte ad una delle tribolazioni che affligge molti anziani che non sono completamente in grado di utilizzare le tecnologie digitali. Sono difficili i concetti di Password, PIN così come è difficile, per loro, comprendere pienamente il concetto di registrazione online.

Quando parliamo di SPID siamo di fronte ad un problema davvero intricato. Riuscire a fornire uno SPID ad un anziano è una delle cose più complicate dell’era digitale.

Il Codice dell'Agenzia per l'Italia Digitale semplificherà l'operatività delle pubbliche amministrazioni. Il ministro Brunetta ha accelerato questo processo semplificando la normativa.

Gli ID digitali consentono ai cittadini di accedere a determinati diritti e servizi governativi. Ad oggi, sembra che gli enti pubblici stiano progressivamente abbandonando i propri codici di accesso “privato” a favore delle identità digitali. L'identità digitale più conosciuta è lo SPID.

Ecco 5 contenuti di approfondimento sullo SPID in questo articolo:

  1. Cos’è lo SPID detto in parole semplici?
  2. Come funziona lo SPID spiegato in pochi passi?
  3. Perché lo SPID richiede una applicazione mobile?
  4. Analfabetismo informatico negli anziani
  5. Quante password per lo SPID?

Cos’è lo SPID detto in parole semplici?

Questo acronimo sta ad indicare il “Sistema Pubblico di Identità Digitale” (SPID). Sembra una cosa complicata ma in realtà si tratta semplicemente una “chiave” di accesso per farsi riconoscere ed entrare nei servizi pubblici digitali.

Facciamo ad esempio: per entrare nel sito dell’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) è possibile usare questa chiave SPID per poter accedere alle proprie informazioni personali.

Spiegato in parole molto semplici lo SPID non fa altro che aprirci delle porte esattamente come farebbe una chiave metalli aprendo una serratura.

Come funziona lo SPID in pochi passi?

SPID

Quando si chiede nell’area riservata di un sito web (portale istituzionale in particolare) all’utente viene richiesto di dichiarare la propria identità digitale. Normalmente l’identità digitale (“chi sei”) di un individuo viene riconosciuta tramite 2 elementi. Il nome utente e la parola d’ordine (meglio nota come password). Quando si chiede di entrare in un sito web dell’amministrazione pubblica il nome utente è normalmente il codice fiscali (o nel caso delle aziende la Partita Iva).

Sui portali istituzionali troviamo spesso la porta di accesso con chiave SPID identificata da un tasto “Entra con lo SPID” o indicazioni simili. Solitamente premendo su questo tasto.

Inserendo codice fiscale e la password il sistema SPID riconosce che siamo proprio noi a voler entrare. Questo però non basta per poter entrare nel sito web. Il sistema di riconoscimento pretende un altissimo livello di sicurezza e per far questo richiede una seconda password che ci verrà fornita solo dopo aver premuto il tasto prosegui.

C’è un’operazione che va eseguita in contemporanea all’accesso del sito web ovvero accendere l’applicazione SPID sul cellulare del proprietario dell’identità digitale.

Perché lo SPID richiede una applicazione mobile?

Il presupposto è che solo tu hai l’accesso all’applicazione presente sul tuo cellulare e quindi solo tu puoi vedere la 2° password che ti verrà mostrata sul cellulare.

Puoi scegliere diversi metodi:

  • • Ricevere una notifica all’interno dell’applicazione SPID a cui confermare la nostra richiesta di accesso;
  • • Ricevere un codice numerico OTP via SMS;
  • • Generare una password con l’applicazione SPID presente nel cellulare.

Questi 3 metodi generano un codice/password da utilizzarsi sono al momento dell’inserimento della 2° password.

Una volta inserita la seconda password si potrà definitivamente autorizzare il trasferimento di dati personali (quali nome e cognome, codice fiscale e data di nascita) al sito per il quale si richiede l’accesso il quale finalmente ci avrà riconosciuto.

Analfabetismo informatico negli anziani

L’analfabetismo informatico degli anziani è un problema davvero molto complesso da risolvere. Il mondo digitale richiede delle abilità cognitive complesse:

  • La capacità di apprendere nuove logiche;
  • La capacità di ricordare procedure;
  • La capacità di saper decodificare segni e simboli;
  • La flessibilità dei comportamenti;
  • Una vista acuta per vedere tutto ciò che passa davanti allo schermo;
  • Velocità e reattività.

Con questo si può capire bene quanto può essere difficile per un anziano relazionarsi con un dispositivo e con la comunicazione digitale.

Apprendere, ricordare, decodificare, essere flessibili, vedere bene, essere rapidi e reattivi non sono caratteristiche tipiche degli anziani. Il digitale potrebbe essere un mondo fuori dalla loro portata.

Quante password ci vogliono per lo SPID

Come insegnante di informatica ho avuto la possibilità di aiutare molti anziani nella creazione dello SPID. Se lo SPID doveva facilitare l’accesso ai portali istituzionali sembra però che siamo ancora molto lontani dalla “semplicità”.

In definitiva se prima per accedere ad un portale istituzionale era sufficiente un “nome utente” e “una password” (o un PIN) oggi abbiamo bisogno di un “nome utente” e “3 password” di cui:

  • 1 Password per attivare l’applicazione;
  • 1 Password per entrare con lo SPID;
  • 1 Password temporanea generata dall’applicazione SPID.

È chiaro a tutti che questa non è semplificazione. Il motivo di questa complicazione riguarda la “sicurezza” dei profili e degli account personali. L’identità digitale serve essenzialmente a proteggere la riservatezza delle informazioni personali.

Tuttavia va detto che se gli anziani si sentono afflitti quando incontrano questa complessità possiamo comprenderli benissimo. Per questo famiglie e caregiver hanno la responsabilità di aiutarli.

Lunedì, 20 Dicembre 2021